Urgenza
- Per strada per Copenaghen
Il colpo d spedizione è dato a Copenaghen, alla Danimarca. La più grande conferenza internazionale dedicata ai cambiamenti climatici che riunisce circa 15.000 partecipanti derivati da 193 paesi s è aperta il 7 dicembre 2009. Dodici giorni di dibattiti di cui molti d attori ecologi attendono decisioni concrete ed impegni costrittivi, in particolare un trattato imponente delle direttive per ridurre l emissione di gas a effetto serra (GES), oltre al disaccordo e alle sfiducie tra i paesi industrializzati ed i paesi emergenti.
Il vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico s è aperto il 7 dicembre 2009 per dodici giorni di conferenze con per obiettivo di elaborare un nuovo trattato, che succederà al protocollo di Kyoto del 1997, per evitare che il clima si riscaldi troppo a causa di un aggravarsi dell'effetto serra. In occasione della cerimonia d'apertura, il primo ministro danese, Lars Lokke Rasmussen, ha annunciato d entrata ai partecipanti: “il mondo mette le sue speranze pendendovi un breve lasso di tempo della storia dell'umanità„. Uno sforzo comune che sembra insormontabile per molti paesi fra cui le rivendicazioni differisce in funzione dei mezzi qu mettono in uvrent per tenere la loro economia ad inondazione.
Infatti, la principale fonte di disaccordi in materia di politica internazionale di cambiamenti climatici riguarda obiettivi quantificati da fissarsi e rispettare in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, ma anche sull'importo del finanziamento dei paesi ricchi destinato ad aiutare i paesi poveri ad adattarsi ai cambiamenti climatici ed andare verso un modello economico verde un importo stimato a 100 miliardi di euro all'anno.
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- Il vertice della FAO cade a l acqua!
Nel momento in cui la fame nel mondo tocca vicino d uno miliardo di persone, l'ultimo vertice della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per la fame e l'alimentazione) si è completato il 18 novembre scorso a Roma in Italia deludente in un buon numero ONGS (organizzazioni non governative) implicate nella lotta contro la fame. Lungi da riassorbirsi secondo gli esperti, la crisi alimentare che aveva iniziato sommosse un po'ovunque nel mondo nel 2008 continuano in l indifferenza generale.
In occasione dell'ultimo vertice mondiale sulla sicurezza alimentare che si teneva del 16 al 18 novembre 2009 a Roma, nessun impegno quantificato né n di calendario è stato conclude tra i 192 stati membri della FAO. Anche il termine del 2025 che era inizialmente previsto è stato eliminato del documento finale adottato, ed i partecipanti si sono impegnati vagamente “a sradicare la fame nel mondo. „
Di fronte a questo statu quo, l organizzazione ActionAid ha deplorato il pasticcio di questo vertice che avrebbe potuto essere “l'occasione di impedire ad uno miliardo di persone di essere morte di fame. „ Quanto a Oxfam International, l associazione si è rammaricato dell'assenza quasi totale di dirigenti dei paesi ricchi che “ha inviato un cattivo segnale all'inizio del vertice. „ Infatti, eccetto l Italia, paese ospite del vertice, nessun capo dei paesi del G8 n ha fatto lo spostamento, e la sessantina di dirigenti presenti provenivano principalmente dal continente africano e d America latina. Sottolineando anche l incuranza dei dirigenti di fronte alla malnutrizione infantile, l organismo medici senza frontiere ha affermato da parte sua che “trascurare il fatto che da 3,5 a 5 milioni di bambini di meno di cinque anni muoiono ogni anno di malnutrizione significa in sostanza che il vertice è fallito. „ In occasione dei dibattiti, alcune ONGS inoltre hanno accusato le multinazionali dell'agroalimentare, come il gigante americano Monsanto, di cercare di afferrarsi di milioni di ettari di terre che appartengono ai piccoli contadini e l utilizzo massiccio d OGM (organismo geneticamente modificati) e di fertilizzanti chimici al luogo d incoraggiare lo sviluppo duraturo, in particolare sul continente africano.
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Nel numero di Marzo-maggio 2012 |
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