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Etica e società: Rubrica infanzia

Nutrizione infantile: una sfida economica

Emilie Serri

C ’ è la vigilia della settimana mondiale di l ’ lattante materno. Un'ONG mauriziana denuncia “il marketing aggressivo„ delle multinazionali che commercializzano latte per bambini e suona l ’ attento ancora una volta. L ’ ONG MAPBIN (Action delle isole Mauritius per l ’ lattante materno e la nutrizione infantile) accusa le ditte di approfittare di l ’ assenza d ’ un quadro legale su l ’ isola per promuovere i loro prodotti. Denuncia anche tutta una serie di pratiche giudicate “viziose„ come la vendita di latte agli ospedali a prezzi irrisori, il patronato di seminari, le visite d ’ agenti commerciali nei centri di salute, l ’ attribuzione complaisante degli appelli d ’ offerte, la pubblicità nelle farmacie.

Il problema non data d ’ ieri. Dagli anni 70, le ditte che commercializzano i sostituti del latte materno (SLM) accumulano i reclami in materia d ’ etica commerciale. Nei paesi del Sud, le tattiche poco reluisantes qu ’ utilizza le società per spargere l ’ utilizzo dell'SLM, ha gravi ripercussioni. Male preparato e male utilizzate, le preparazioni lattee possono essere a l ’ origine di problemi di diarree e di malnutrizione, spesso inevitabili ai lattanti. Infatti, le famiglie il meno ben fissato tentano d ’ tendere le loro riserve di latte in polvere diluendolo con l ’ acqua insalubre. Molto spesso anche, le indicazioni relative a l ’ utilizzo delle preparazioni non sono rispettate poiché le donne non sanno leggerle. E più in d ’ essere meno nutritivo e meno efficace del latte materno, delle preparazioni lattee è estremamente costoso. E nella maggior parte dei casi, il costo del SLM è superiore al reddito d mensile medio ’ una famiglia.

C ’ è negli anni 70 che l ’ OMS (l ’ Organizzazione Mondiale della Sanità) e l ’ UNICEF (Fond delle Nazioni Unite per l'infanzia) constatano gli effetti dévastateurs della pubblicità degli industriali sulla salute dei lattanti nei paesi in via di sviluppo. Nel 1970, Nestlé, le cui fondazioni di l ’ peggiorano sono basate sui prodotti di nutrizione infantile, è accusato d ’ avere comportato i decessi di centinaia di neonati.

Inoltre, nel 1981, l ’ OMS e l ’ UNICEF si decidono di organizzare un codice etico che disciplina le tecniche di marketing. Egli s ’ agisce del codice internazionale della commercializzazione dei sostituti del latte materno. Se il codice permette d ’ osservare numerosi progressi, le deroghe che s ’ vi riporta non ritardano a essere denunciate da varie ONGS, di cui la lecca League International. Nel 1997, una relazione di l ’ IGBM (consorzio d ’ organizzazioni fra cui British Medical Associazione, l ’ OMS e l ’ UNICEF) Cracking the Code conferma le violazioni ripetute del codice nei quattro paesi esaminati da l ’ studio (Sudafrica, Bangladesh, Polonia e Tailandia). I fabbricanti, che riconoscono tutti pubblicamente la superiorità del latte materno, si difendono di questi carichi. Nestlé afferma che “in tutti i paesi in cui egli n ’ non vi ha legislazioni, applichiamo il codice di l ’ OMS-UNICEF„.

La realtà sul campo parla differentemente. Elena Delisle, specialista in nutrizione internazionale, ha avuto l ’ occasione di recarsi in Africa a varie riprese e constatare gli straripamenti. “Questo tipo di marketing aggressivo è stato responsabile di numerosi decessi d ’ bambini in Africa parce qu ’ si presentava le preparazioni lattee come questo qu ’ ci sono meglio di per la salute di l ’ bambino con l ’ immagine del bambino in grande forma sugli imballaggi, tutta la pubblicità che avvicina l ’ utilizzo delle preparazioni lattee e l ’ amore della madre per l ’ bambino, etichettature annunciando un latte più vicino mai di latte materno, vantaggi pécuniers ed altri per il personale sanitario, la distribuzione d ’ campioni gratuiti e di pacchetti regali. Questa forma di pubblicità è proscritta dal codice. Ma è volontario e molti paesi in Africa l ’ non hanno integrato alla loro legislazione, d ’ dove tutte queste deroghe„.

L ’ Sudafrica fa parte dei paesi che n ’ non hanno ancora ratificato il codice internazionale. Quest'ultimo non facendo forza di legge, la presenza delle ONGS è essenziale. La lecca League International s ’ è dato per missione di promuovere l ’ lattante materno in 61 paesi attraverso il mondo per mezzo di l ’ istruzione, di l ’ informazione e dell'appoggio. In Sudafrica, essa s ’ occupa di trasmettere qualsiasi l ’ informazione necessaria su l ’ lattante materno per mezzo di gruppi d'appoggio dedicati da aiutare le madri che vogliono allattare, la formazione di personale, visite negli ospedali ed a domicilio, così qu ’ una partecipazione a l ’ iniziativa ospedali amici dei bambini.

“Ciò che vogliamo, c ’ è permettere una migliore comprensione di l ’ lattante materno tanto in qu ’ elemento importante per uno sviluppo sano della madre e di l ’ bambino„, spiega Vicky Reynell, coordinatrice dei capi della regione d ’ Sudafrica di lecca League International.

Ma la battaglia per l ’ lattante materno è difficile a molti livelli in Sudafrica. La lecca League deve fare fronte a giganti di l ’ industria, spesso meglio organizzati e finanziati. “Le multinazionali lavorano con bilanci enormi e trovano qualsiasi tipo d ’ scappatoie per commercializzare i loro prodotti: della pubblicità attraente, dei seminari che includono pasti somptueux e pacchetti regali. Inoltre, il salario di molti professionisti del settore sanitario e i fondi assegnati alla ricerca sono direttamente generati dai redditi del marketing del latte in bottiglia. D ’ altra parte, l ’ lattante materno non genera né fondo, né reddito. In altre parole, egli n ’ non è proficuo„, afferma il portavoce di lecca League. Ma ancora difficili da combattere, sono i miti e menzogne che sono state martellate durante anni nella pubblicità. “Il più grande ostacolo alla promozione di l ’ lattante rimane la credenza storica che vuole che i sostituti del latte materno siano d ’ valore uguale (o stesso superiori) al latte materno„, spiega Vicky Reynell.

Quest'anno, la settimana mondiale di l ’ lattante materno ha scelto di mettere l ’ emphase sul tema “di l ’ lattante fin dalla prima ora„ accompagnato d ’ un lattante esclusivo. Ma per arrivarne ad indirizzare questa problematica, ancora occorre che le madri facciano la scelta d ’ allattare. In Sudafrica dove l'AIDS tocca più d ’ un adulto su cinque, questa scelta n ’ non è più le ovvie. Ma d ’ altri fattori sottolineano anche la complessità del problema. L ’ un d ’ tra loro riguarda la struttura sociale e politica, diretta da elite staccate delle realtà della popolazione ed a volte anche corrotte da relazioni clientélistes avere un colloquio con le ditte di latte in polvere. L ’ informazione di cui dovrebbero disporre le madri per effettuare scelte libere ed illuminate è ancora distorto dai diversi interessi economici. C ’ è perché è imperativo che le tecniche di commercializzazione del SLM siano inquadrate da principi etici e leggi trasparenti integrati alla legislazione dei paesi.

    Nel numero di
    Marzo-maggio 2012



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